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Protezione Civile

La Protezione Civile italiana - I piani di emergenza di comuni, province e regioni

Introduzione; leggi oppure torna al sommario.

Terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, frane, si manifestano quasi sempre nei territori dove in passato hanno causato sistematicamente distruzioni e disagi di ogni tipo alla popolazione. Se la ciclicità è un fattore costante per un fenomeno calamitoso, l'entità del danno e il tipo di soccorsi sono parametri variabili; per questo le emergenze non sono mai uguali fra loro, a parità di intensità dell'evento che si manifesta.

Proprio per questo gli operatori di Protezione Civile devono essere pronti a gestire l'incertezza, intesa come l'insieme di quelle variabili che di volta in volta caratterizzano gli effetti reali dell'evento.

Nell'attività preparatoria della Protezione Civile tutto questo corrisponde a gestire in maniera corretta il territorio, ad organizzare una corretta informazione alla popolazione sui rischi e all'adozione di linguaggi e procedure unificate tra le componenti e le strutture operative che intervengono nei soccorsi. Di fondamentale importanza anche l'organizzazione di periodiche esercitazioni di Protezione Civile con la popolazione e i soccorritori per passare dalla cultura del manuale a quella dell'addestramento.

Il metodo Augustus; leggi oppure torna al sommario.

Il metodo Augustus

Il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose.
Così duemila anni fa l'imperatore Ottaviano Augusto coglieva pienamente l'essenza dei concetti che oggi portano alla pianificazione di emergenze, basata sulla semplicità e flessibilità. La consapevolezza di allora, come oggi, è che non si può pianificare nei minimi particolari, perché l'evento, per quanto previsto sulla carta, al suo esplodere è sempre diverso.

L'importanza delle linee guida del metodo Augustus, oltre a fornire un indirizzo per la pianificazione di emergenza flessibile secondo i rischi presenti sul territorio, delinea in modo chiaro un metodo di lavoro semplificato nell'individuazione e nell'attivazione delle procedure per coordinare con efficacia la risposta di Protezione Civile. Obiettivo principale è quello di eliminare il vecchio approccio di elaborare i piani di emergenza basati sul censimento di mezzi utili agli interventi di Protezione Civile e introdurre con forza il concetto della disponibilità delle risorse. Per raggiungere questo obiettivo è necessario introdurre le funzioni di supporto con dei responsabili in modo da tenere vivo il piano anche attraverso periodiche esercitazioni ed aggiornamenti.

Attraverso l'istituzione delle funzioni di supporto, nelle rispettive sale operative vengono raggiunti due obbiettivi fondamentali: intanto avere per ogni funzione la disponibilità delle risorse fornite da tutte le amministrazioni pubbliche e private che vi concorrono; e poi, affidare ad un responsabile sia il controllo della specifica operatività sia l'aggiornamento dei dati nell'ambito del piano di emergenza.

Il metodo Augustus è un punto di riferimento per tutti gli operatori di Protezione Civile che, con competenze diverse, sono impegnati ad affrontare emergenze spesso individuate come eventi naturali. E' la base su cui improntare le attività di pianificazione a tutti i livelli di responsabilità che sono individuate dalle attuali norme di Protezione Civile. Per quanto riguarda la pianificazione di emergenza, di uniformare le procedure delle pianificazioni nazionali a quelle regionali, provinciali e comunali.

I piani di Protezione Civile; leggi oppure torna al sommario.

I piani di Protezione Civile

Lo strumento di questa strategia è rappresentato dai piani di Protezione Civile - o piani di emergenza - ovvero i supporti operativi ai quali le autorità, da quelle locali a quelle nazionali, si riferiscono per gestire l'emergenza con il massimo livello di efficacia.

Il Piano di emergenza è il progetto di tutte le attività coordinate e di tutte le procedure che devono essere adottate per fronteggiare un evento calamitoso atteso in un determinato territorio, in modo da garantire l'effettivo ed immediato impiego delle risorse necessarie al superamento dell'emergenza ed il ritorno alle normali condizioni di vita.

Nella procedura dell'elaborazione è fondamentale partire dalla definizione degli scenari di rischio, sulla base della vulnerabilità del territorio al fine di poter predisporre un quadro globale ed attendibile relativo all'evento atteso e quindi poter dimensionare preventivamente la risposta operativa necessaria al superamento delle calamità.

Il Piano di emergenza è quindi tarato su una situazione verosimile, che viene aggiornata ed integrata non solo in relazione ai mezzi ed agli uomini a disposizione, ma anche in relazione ad eventuali nuove conoscenze sui rischi del territorio, o aggiornamenti dei sistemi di monitoraggio o allerta della popolazione.

Il Piano comunale di Protezione Civile; leggi oppure torna al sommario.

Il Piano comunale di Protezione Civile

Ha lo scopo di disporre, secondo uno schema ordinato, il complesso delle attività operative per un coordinato intervento di prevenzione e soccorso in emergenza a favore delle popolazioni esposte all'evento calamitoso. E' il supporto operativo al quale il Sindaco, autorità locale di Protezione Civile, si riferisce per gestire l'emergenza. Il Piano deve contenere:

  • Dati di base e scenari, ovvero la raccolta ed organizzazione di tutte le informazioni relative alla conoscenza del territorio, della distribuzione della popolazione e dei servizi, dei fattori di pericolosità, di rischio, della vulnerabilità e dei conseguenti scenari, al fine di disporre di tutte le informazioni antropico - territoriali utili alla gestione dell'emergenza.
  • Modello di intervento, ovvero l'individuazione dei soggetti, delle competenze, delle procedure operative necessarie all'organizzazione ed all'attivazione delle azioni corrispondenti alla necessità del superamento delle emergenze.

Strumento indispensabile della pianificazione e della gestione dell'emergenza è rappresentato dalle funzioni di supporto, ovvero l'organizzazione delle risposte che occorre dare alle diverse esigenze che possono manifestarsi in un evento calamitoso.

Funzioni di supporto

  • Tecnica e di pianificazione
    Tecnici comunali, provinciali, regionali - Comunità Montane - Responsabili delle Reti di monitoraggio locali - Unità operative dei Gruppi Nazionali - Uffici periferici dei Servizi Tecnici Nazionali - Tecnici o professionisti locali
  • Sanità umana e veterinaria - Assistenza sociale
    Referente C.O. 118 - AA.SS.LL - C.R.I. - Volontariato socio-sanitario
  • Volontariato
    Coordinamento delle associazioni comunali e locali
  • Materiali e mezzi Aziende pubbliche e private - Volontariato - C.R.I. - Risorse dell'Amministrazione Locale
  • Servizi essenziali e attività scolastica
    ENEL - SNAM - Gas - Acquedotto - Smaltimento rifiuti - Aziende Municipalizzate - Ditte di distribuzione carburante - Provveditorato agli Studi
  • Censimento danni a persone e cose
    Squadre comunali di rilevamento (Comuni, Comunità Montane, Provincia, Regione, VV.F., Gruppi Nazionali e Servizi Tecnici Nazionali)
  • Strutture operative locali - Viabilità
    Vigili Urbani - Volontariato - Forze di Polizia Municipale - VV.F.
  • Telecomunicazioni
    Società di telecomunicazioni
  • Assistenza alla popolazione
    Assessorati competenti: comunali, provinciali, regionali - Volontariato socio-sanitario
I Piani di emergenza provinciali; leggi oppure torna al sommario.

I Piani di emergenza provinciali

Sono realizzati dal Prefetto, autorità di Protezione Civile provinciale, e dall'amministrazione locale. Hanno la stessa impostazione di quelli comunali, ma interessano un territorio più vasto e complesso. Nei Piani di emergenza provinciali, obbligatori come quelli comunali, sono previste più funzioni di supporto, necessarie per la gestione di una emergenza che coinvolge un territorio vasto e diversificato.

Funzioni di supporto

  • Tecnica e di pianificazione
    Gruppi di ricerca scientifica (CNR) - Istituto Nazionale di Geofisica - Regioni - Dipartimento PC - Servizi Tecnici Nazionali
  • Sanità umana e veterinaria - Assistenza sociale
    Responsabile C.O. 118 - Regione / AA.SS.LL - C.R.I. - Volontariato socio-sanitario
  • Mass media e informazione
    RAI - Emittenti TV / radio private: nazionali e locali - Stampa
  • Volontariato
    Dipartimento PC - Associazioni locali, provinciali, regionali, nazionali
  • Materiali e mezzi
    C.A.P.I. - Ministero dell'Interno - Sist. Mercurio . FF.AA - C.R.I. - Aziende pubbliche e private - Volontariato
  • Trasporti e circolazione / Viabilità
    FF.SS. - Trasporto gommato, marittimo, aereo - ANAS - Soc. Autostrade - Province - Comuni - ACI
  • Telecomunicazioni
    Ente Poste - Ministero delle Telecomunicazioni - Acconto di Telecomunicazioni
  • Servizi essenziali
    ENEL - SNAM - Gas - Acquedotto - Aziende Municipalizzate - Sistema bancario - Distribuzione carburante - Attività scolastica
  • Censimento danni a persone e cose
    Attività produttive (ind., art., comm.) - Opere pubbliche - Beni culturali - Infrastrutture - Privati
  • Strutture operative (S.a.R.)
    Dipartimento PC - VV.F. - Forze Armate - C.R.I. - C.C. - G.D.F. - Forestale - Capitanerie di Porto - P.S. - Volontariato - CNSA (CAI)
  • Enti locali
    Regioni - Province - Comuni - Comunità montane
  • Materiali pericolosi
    VV.F. - C.N.R. - Depositi e industrie a rischio
  • Assistenza alla popolazione
    Forze Armate - Ministero dell'Interno - C.R.I. - Volontariato - Regioni - Province - Comuni
  • Coordinamento centri operativi
    Collegamento con i centri operativi misti - Gestione delle risorse - Informatica
I Piani intercomunali; leggi oppure torna al sommario.

I Piani intercomunali

Sono piani realizzati da Comuni limitrofi o da Comunità Montane.

Il ruolo delle Regioni; leggi oppure torna al sommario.

Il ruolo delle Regioni

Il decreto Bassanini affida alle Regioni il compito di indirizzare l'attività di preparazione dei piani di emergenza provinciali, comunali e intercomunali. La Regione quindi ha un ruolo fondamentale nella fase di previsione - prevenzione, potendo agire sui suoi organi tecnici e controllando la gestione del territorio sulla prevenzione a lungo, medio e breve termine.

Assume quindi la funzione di Ente di orientamento, programmazione, indirizzo e controllo di attività che sempre più vengono svolte operativamente dagli enti territoriali.
Le Regioni divengono quindi il punto di riferimento organizzativo e di indirizzo di un insieme di enti ed istituzioni, coordinandone le attività e orientandoli verso la prevenzione del rischio e la collaborazione.

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