1. Inizio pagina. Vai subito al contenuto principale.
  2. Vai al menu del portale.
  3. Vai alla pagina di aiuto.
  4. Leggi gli elementi in testata.
  5. Leggi gli elementi nel pie' di pagina.
CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri servizio per il Volontariato in Italia; vai al sito; si apre in una nuova finestra. CEV - Centro Europeo del Volontariato; vai al sito; si apre in una nuova finestra.
Sezione Aiuto. Consigli per la navigazione.


Fai volontariato a Roma e nel Lazio con IL TROVAVOLONTARIATO; entra nel mondo della solidarietà nuova finestra.
E-mail. Scrivici a info@volontariato.lazio.it Seguici tramite i nostri RSS Feed. Appuntamenti, incontri e iniziative da segnare in agenda.
Visita le nostre gallerie su Flickr; nuova finestra. Il canale YouTube di volontariato.lazio.it - nuova finestra. volontariato.lazio.it su Facebook; nuova finestra.
Protezione Civile

La Protezione Civile italiana - Conoscere il rischio: sismico, vulcanico, idrogeologico, incendio boschivo, sanitario, nucleare, ambientale, industriale

Il concetto di rischio; leggi oppure torna al sommario.

Il concetto di rischio

Nell'ambito della Protezione Civile il rischio è dato dalla possibilità che un fenomeno naturale o provocato dalle attività dell'uomo possa causare effetti dannosi sulla popolazione, gli insediamenti abitativi e produttivi e le infrastrutture, in una particolare area ed in un determinato periodo.

Il rischio è rappresentato dalle conseguenze del verificarsi di un evento calamitoso; il pericolo invece è rappresentato dall'evento calamitoso che può verificarsi su una determinata area.

R = P x V x E
Rischio (R) = Pericolosità (P) x Vulnerabilità (V) x Esposizione o Valore Esposto (E)

Pericolosità:
È la probabilità che un fenomeno di una certa intensità si verifichi su una determinata area, in un dato periodo.

Vulnerabilità:
La vulnerabilità di un elemento (persone, edifici, infrastrutture...) è la propensione a subire danneggiamenti in seguito alle sollecitazioni indotte da un evento calamitoso di una certa intensità.

Esposizione o Valore Esposto:
È il numero di unità di ognuno degli elementi a rischio presenti un una determinata area.

I rischi in Italia; leggi oppure torna al sommario.

I rischi in Italia

Rischio sismico; leggi oppure torna al sommario.

Rischio sismico

La sismicità è una caratteristica fisica del territorio ed indica la frequenza e la forza con cui si manifesta un terremoto. La pericolosità sismica sarà tanto più elevata quanto più probabile sarà il verificarsi di un terremoto di elevata magnitudo a parità di intervallo di tempo considerato.

Le conseguenza di un terremoto dipendono anche dalla resistenza delle costruzioni alle sollecitazioni di una scossa sismica (vulnerabilità). In base alla maggiore o minore presenza di beni esposti al rischio è definita esposizione.

Il rischio sismico è determinato dalla combinazione di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione. L'Italia ha una pericolosità sismica medio alta, per frequenza e intensità dei fenomeni; una vulnerabilità molto elevata, per la fragilità del patrimonio edilizio, infrastrutturale, industriale e dei servizi; una esposizione altissima per densità abitativa e presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo.

Rischio vulcanico; leggi oppure torna al sommario.

Rischio vulcanico

Sul territorio italiano ci sono dieci vulcani attivi, cioè che hanno dato manifestazioni negli ultimi 10.000 anni: Colli Albani, Campi Flegrei, Vesuvio, Ischia, Stromboli Lipari, Vulcano, Etna, Pantelleria, Isola Ferdinandea. Di questi, solo Stromboli ed Etna hanno un'attività continua. Lo studio costante di geologi e vulcanologi è fondamentale per comprendere il fenomeno e le relative conseguenze.

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia svolge studi che riguardano sia la struttura dei vulcani che la genesi dei magmi, la ricostruzione della loro storia eruttiva, lo studio delle dinamiche di risalita ed eruzione.

Rischio idrogeologico; leggi oppure torna al sommario.

Rischio idrogeologico

Nell'ambito del rischio idrogeologico rientrano anche i fenomeni derivanti dalle condizioni atmosferiche avverse: in questo caso si parla di rischio meteorologico.

Piogge intense o abbondanti, combinandosi con le particolari condizioni del territorio, possono contribuire a provocare una frana o un'alluvione: questo è il rischio idrogeologico.

Temperature molto alte in estate con bassa umidità e forti venti, combinate con le particolari condizioni del suolo, può dare adito al propagarsi di incendi.

Temperature molto alte in estate e molto basse in inverno, combinate con particolari valori dell'umidità dell'aria, può determinare un pericolo per la salute delle persone, dando luogo al rischio sanitario.

Infine, abbondanti nevicate seguite da forti venti o particolari temperature posso dar luogo a valanghe.

Rischio incendi boschivi; leggi oppure torna al sommario.

Rischio incendi boschivi

L'art. 2 della Legge 353/2000 - Legge quadro in materia di incendi boschivi - afferma che per incendio boschivo si intende un fuoco che si espande su aree boscate, cespugliate o erborate, su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree. Qualora l'incendio si propaghi in prossimità di abitazioni, edifici o luoghi frequentati da persone si parla di incendio di interfaccia.

Tutto il territorio nazionale è soggetto a questo fenomeno che può essere naturale, cioè causato da fenomeni naturali, quali i fulmini, le eruzioni vulcaniche, l'autocombustione; oppure di origine umana. In questo caso si dividono in incendi colposi, derivanti da comportamenti dell'uomo non finalizzati ad arrecare volontariamente danno, come nel caso di abbandono di mozziconi di sigarette lungo sentieri, l'erba secca... o barbecue non spenti bene; incendi dolosi, appiccati volontariamente per recare danni all'ambiente.

Secondo i dati riportati dal Corpo Forestale dello Stato, pubblicati a settembre 2012, nel Lazio sono stati svolti 563 interventi nei soli mesi di giugno, luglio e agosto. Una stima approssimativa parla di 3.488,63 ettari di superficie boscata percorsa dal fuoco.

Purtroppo i dati relativi agli incendi degli ultimi anni fanno capire come tale legge sia puntualmente disattesa. L'art. 10, comma 2, stabilisce che i Comuni provvedono (...) a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell'ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo Forestale dello Stato. Il catasto è aggiornato annualmente.

Inoltre Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno 15 anni (...). E' inoltre vietato per 10 anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive (...). Sono vietate per 5 anni sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche (...). Sono altresì vietati per 10 anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco, il pascolo e la caccia.

Rischio sanitario; leggi oppure torna al sommario.

Rischio sanitario

Il rischio sanitario è strettamente correlato ad altre tipologie di rischio. Può derivare da attività umane, come incidenti industriali, i trasporti, i rifiuti; oppure può avere cause naturali, come conseguenza di terremoti, vulcani, frane, maremoti.

Rischio nucleare; leggi oppure torna al sommario.

Rischio nucleare

Il rischio nucleare si presenta in seguito all'esposizione a uranio e plutonio. Più in generale, si è esposti ad un rischio radiologico quando ci si espone alla radioattività artificiale:

  • applicazioni mediche per terapie
  • applicazioni mediche per diagnostica
  • applicazioni industriali
  • ricerche scientifiche
  • rifiuti radioattivi.

In merito al rischio nucleare vero e proprio, in Italia le 4 centrali nucleari sono state spente e svuotate del combustibile nucleare, in seguito al referendum popolare del 1987. L'Italia ha interrotto l'attività delle centrali ed ha elaborato il Piano Nazionale per le emergenze nucleari. L'attenzione resta sempre molto alta data la presenza di centrali attive a meno di 200 km di distanza dal confine italiano: entro questa distanza sono attive almeno 13 centrali in Francia, Svizzera, Germania e Slovenia.

Rischio ambientale; leggi oppure torna al sommario.

Rischio ambientale

Il rischio ambientale è legato alla produzione, alla gestione e alla distribuzione dei beni, servizi o prodotti di processi industriali, derivanti dai settori primario, secondario e terziario e deve essere considerato essenzialmente un rischio di natura antropica. Il Dipartimento di Protezione Civile è stato impegnato nel coordinamento di diverse emergenze riguardanti i rifiuti, l'elettrosmog, inquinamento idrico: si tratta di interventi che non richiedono la deliberazione dello stato di emergenza e ordinanze particolari.

Rischio industriale; leggi oppure torna al sommario.

Rischio industriale

Il rischio industriale è la conseguenza di un incidente presso un insediamento industriale; tale incidente può dare adito ad un incendio, con il coinvolgimento di sostanze infiammabili, una esplosione con il coinvolgimento di sostanze esplosive; una nube tossica che rilascia nell'aria sostanze che possono causare danni alla popolazione.

A questo genere di incidenti si risponde con adeguati Piani di emergenza, sia interni che esterni, con misure di autoprotezione e comportamenti da fare adottare alla popolazione.

Direttiva Seveso

Nello stabilimento chimico dell'ICMESA una valvola di sicurezza del reattore A-101 esplode provocando la fuoriuscita di alcuni chili di diossina nebulizzata. (la quantità esatta non è quantificabile, qualcuno dice 10-12 chili, altri di appena un paio). Il vento disperde la nube tossica verso est; nella Brianza. Il giorno dopo, domenica 11 luglio, nel pomeriggio, due tecnici dell'ICMESA si recano dal sindaco di Seveso, Emilio Rocca, per metterlo al corrente di ciò che è accaduto nello stabilimento e rassicurandolo che la situazione non desta preoccupazioni perché è già tutto sotto controllo. Dopo 4 giorni dall'incidente inizia la moria degli animali, muoiono galline, uccelli, conigli. Le foglie degli alberi ingialliscono e cadono, e gli alberi in breve tempo muoiono come tutte le altre piante. Nell'area interessata vivono circa 100.000 persone. E solo dopo pochi giorni si verificano i primi casi d'intossicazione nella popolazione (...). L'inalazione del composto crea problemi respiratori (...). Tra la popolazione colpita ci sono parecchie donne incinte e si diffonde la preoccupazione per gli effetti della contaminazione sui futuri nascituri. Ma gran parte degli "esperti" tendono a tranquillizzare tutti sminuendo gli effetti della diossina.

L'incidente ha gravi effetti sulla salute dei lavoratori e degli abitanti della zona, oltre alla contaminazione del territorio circostante.

Questo grave episodio induce la Comunità Europea a dotarsi di una normativa atta a controllare le conseguenze di un incidente industriale e nel 1982 emana la prima direttiva comunitaria meglio conosciuta come Seveso I, recepita nell'ordinamento giuridico italiano con il DPR n° 175/1988, poi sostituito con il DL n° 334/1999; tale direttiva rende efficace quella emanata dalla Comunità Europe nel 1996. Nel 2005, il DL n° 238 introduce ulteriori disposizioni per garantire la sicurezza industriale in Italia rendendo valide le prescrizioni contenute nella direttiva comunitaria 2003/105/CE sul Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.

Torna all'inizio dei contenuti
Pie' di pagina; brevi note conclusive
CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato - Via Liberiana, 17 - 00185 Roma - tel. 06.491340 | 06.44702178 - fax 06.44700229 - email info@volontariato.lazio.it
c.f.: 97151960586 - Fatturazione elettronica – codice destinatario: UE2LXTM
Ass.ne ´Banca del Tempo - Tempo Amico´ | Scheda Vai alla scheda Tasto temporaneo di servizio per la validazione HTML
Fine pagina